4 minuto/i di lettura

La rivoluzione silenziosa dell’agricoltura di precisione

Il Futuro che Programmiamo — Newsletter di Green Software Italia


Disclaimer: due parole prima di iniziare.

Questa newsletter la scriviamo noi di Green Software Italia: non siamo una redazione, abbiamo tante voci e vogliamo che si sentano. Ogni articolo ha un suo tono, a volte anche un’idea che cozza con quella che leggerai nel pezzo dopo e per noi va bene così.

Quello che leggi qui è il pensiero di chi l’ha scritto, non la posizione ufficiale di nessuno. Qualcuno di noi, quando scrive, usa l’AI come strumento compensativo e lo diciamo perché ci sembra onesto: cerchiamo di farlo con la testa, sapendo che anche questi strumenti hanno un costo e che la cosa più preziosa, alla fine, resta avere qualcosa di vero da dire.

Buona lettura. 📖


Quando si parla dell’impatto ambientale della tecnologia, il pensiero corre spesso ai data center che custodiscono le nostre ricerche con l’Intelligenza Artificiale, oppure ai grandi capannoni industriali automatizzati e connessi tramite IoT.

Ma la tecnologia non è soltanto questo. A volte è qualcosa di molto più semplice e concreto: un aiuto a ciò che è alla base della nostra stessa vita, l’agricoltura.

Oggi sarebbe difficile immaginare di coltivare — e quindi di nutrirci — senza il supporto della tecnologia. Agricoltura e innovazione possono sembrare due mondi agli antipodi, ma in realtà dipendono sempre di più l’uno dall’altra.

La foto di un drone che vola sopra un capo
Fonte: mondomacchina.it

Quando l’innovazione entra nei campi

La tecnologia viene in nostro soccorso in moltissimi ambiti, ma quello alimentare è forse uno dei più importanti. Possiamo fare a meno di molti strumenti, ma non possiamo fare a meno del cibo e dei sistemi che ci permettono di produrlo.

Tra le numerose innovazioni introdotte in agricoltura, questo articolo si concentra sull’utilizzo dei droni agricoli e sul loro contributo al monitoraggio delle colture.

Cosa fanno davvero i droni agricoli?

I droni possono monitorare il terreno e le piante, raccogliendo le informazioni necessarie per migliorare il raccolto e utilizzare in modo più efficiente le risorse idriche.

Grazie a sistemi di monitoraggio precisi, è possibile individuare:

  • stress idrico;
  • malattie delle piante;
  • carenze nutrizionali;
  • presenza di patogeni;
  • variazioni nel vigore vegetativo delle colture.

Gli algoritmi analizzano i dati tenendo conto del tipo di coltura, delle caratteristiche del suolo e dell’andamento climatico. In questo modo possono aiutare a identificare la causa di un problema e suggerire interventi più mirati.

NDVI, sensori e Intelligenza Artificiale

Per valutare il vigore vegetativo delle piante viene utilizzata anche la mappatura tramite NDVI, acronimo di Normalized Difference Vegetation Index.

Questo indice si basa sul modo in cui la vegetazione riflette la luce solare a specifiche frequenze e consente di ottenere informazioni sullo stato di salute delle colture.

I droni possono essere equipaggiati con:

  • sensori multispettrali;
  • sensori termici;
  • tecnologia LiDAR.

Questi strumenti permettono di rilevare precocemente stress idrico, carenze nutrizionali e patogeni. I dati raccolti vengono poi elaborati attraverso algoritmi di Intelligenza Artificiale, che consentono analisi predittive più avanzate.

Meno sprechi e interventi più mirati

L’obiettivo è ottimizzare l’impiego di risorse preziose come acqua, concimi e prodotti fitosanitari, evitando sprechi e dispersioni nocive.

Una delle applicazioni più recenti riguarda l’irrorazione mirata di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti. Questo approccio consente di intervenire solo dove necessario e, secondo quanto riportato, può portare a una riduzione del 30% nell’uso di prodotti chimici rispetto ai metodi tradizionali.

I benefici non sono soltanto economici o produttivi, ma anche sociali e ambientali.

Un’apertura anche sul piano normativo

A livello nazionale, il 18 settembre 2025 è entrata in vigore la Legge 182/2025, dedicata alla semplificazione e alla digitalizzazione dei procedimenti relativi alle attività economiche e ai servizi per cittadini e imprese.

La legge introduce nel D.Lgs. 150/2012 il nuovo articolo 13-bis, relativo all’irrorazione aerea mediante sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.

È previsto un periodo di sperimentazione di tre anni, con l’obiettivo di dimostrare come questi strumenti possano garantire trattamenti più mirati, ridurre le quantità di prodotti utilizzati e raggiungere anche zone agricole difficilmente accessibili ai mezzi tradizionali.

La foto di un drone che vola sopra un capo
Fonte: ilsole24ore.it

Tecnologia e sostenibilità possono crescere insieme

Questo passaggio rappresenta un segnale concreto di apertura verso un utilizzo più consapevole della tecnologia.

L’agricoltura può sembrare distante dall’informatica e dall’innovazione digitale, ma è uno dei settori in cui i loro effetti possono diventare più visibili e immediati.

Se analizzata e utilizzata con attenzione, la tecnologia può fare la differenza in qualsiasi ambito. Può aiutarci a introdurre cambiamenti significativi non soltanto a livello personale, ma anche per le comunità e per l’ambiente.


Il futuro digitale non arriva da solo. In buona parte lo programmiamo noi.

Gea Angiulli, writer di Green Software Italia

Fonti

Categorie:

Aggiornato: