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Disclaimer: due parole prima di iniziare.

Questa newsletter la scriviamo noi di Green Software Italia: non siamo una redazione, abbiamo tante voci e vogliamo che si sentano. Ogni articolo ha un suo tono, a volte anche un’idea che cozza con quella che leggerai nel pezzo dopo e per noi va bene così.

Quello che leggi qui è il pensiero di chi l’ha scritto, non la posizione ufficiale di nessuno. Qualcuno di noi, quando scrive, usa l’AI come strumento compensativo e lo diciamo perché ci sembra onesto: cerchiamo di farlo con la testa, sapendo che anche questi strumenti hanno un costo e che la cosa più preziosa, alla fine, resta avere qualcosa di vero da dire.

Buona lettura. 📖


Questo mese mettiamo sotto la lente un report appena pubblicato che parla direttamente alla nostra community: “Software Developers on Climate Change, AI, and Sustainable Software”, un sondaggio condotto congiuntamente da GitHub e dallo Yale Program on Climate Change Communication su 1.039 utenti GitHub negli Stati Uniti (estate 2026).

I risultati confermano molte delle cose di cui parliamo da tempo e ci offrono qualche spunto scomodo su cui riflettere.

📊 I numeri chiave

Gli sviluppatori credono nel cambiamento climatico (più della media)

  • L’86% degli intervistati afferma che il riscaldamento globale è in atto (contro il 68% della popolazione adulta USA)
  • Il 79% si dichiara preoccupato, di cui il 41% “molto preoccupato”
  • L’82% ritiene che il riscaldamento globale danneggerà le generazioni future almeno in misura moderata

L’AI preoccupa, e parecchio 🤖

  • Il 63% ritiene che i sistemi di AI (training e inferenza di LLM) contribuiscano al cambiamento climatico
  • Il 71% si dice preoccupato per l’impatto ambientale dell’AI: consumo energetico, uso di acqua ed emissioni di carbonio

Il paradosso dell’agency 🤔

Ed ecco il dato che ci riguarda più da vicino: solo il 10% degli sviluppatori pensa che il modo in cui scrive software abbia un effetto “grande” sulla riduzione del proprio impatto ambientale. Il 63% lo considera un effetto “piccolo”. Voto e impegno civico (28%), advocacy (22%) e scelte di vita personali (21%) vengono percepiti come più efficaci.

Eppure…

C’è fame di strumenti e formazione 🛠️

  • Il 70% era già consapevole che scrivere software più efficiente riduce l’impatto ambientale
  • L’80% è interessato a strumenti per scrivere codice più efficiente dal punto di vista energetico
  • Il 78% vuole imparare best practice per ridurre la footprint del software
  • Il 74% vorrebbe misurare l’impatto ambientale del proprio software

La responsabilità? Soprattutto in alto ⬆️

Circa 7 intervistati su 10 chiedono che facciano di più:

  • Governi e regolatori (71%)
  • Cloud provider come AWS, Azure e GCP (70%)
  • Aziende tech e datori di lavoro (70%)

E il 75% considera importante che il proprio datore di lavoro lavori attivamente per ridurre il proprio impatto ambientale. Un segnale forte per chi si occupa di employer branding e sostenibilità aziendale.

NIMBY anche tra i dev? 🏭

Curioso il dato sulle infrastrutture locali: massiccio supporto per solare (84%), eolico (77%) e persino nucleare (66%) vicino a casa… ma il 58% si oppone alla costruzione di data center nella propria zona. Proprio i dev, che dei data center vivono!

💬 Dalle risposte aperte: cosa chiedono gli sviluppatori a GitHub

Alcune richieste emerse ci sono suonate molto familiari:

“Strumenti integrati in GitHub Actions/CI per stimare energia e impronta di carbonio dei workflow e dei repository”

“Ridurre le esecuzioni inutili di GitHub Actions — molte sono duplicate o girano anche quando non ci sono modifiche significative al codice”

“Datemi modelli AI più efficienti. Non mi interessano i frontier model. Mi interessa l’AI locale, l’AI efficiente”

CI/CD carbon-aware, metriche di efficienza nei workflow, modelli più leggeri: temi che la community green software porta avanti da anni e che ora emergono spontaneamente dalla base degli sviluppatori.

🧐 La nostra lettura

Il dato più interessante è la tensione tra consapevolezza e senso di efficacia. Gli sviluppatori sanno che il codice efficiente conta, vogliono strumenti e formazione, ma non credono che il proprio lavoro quotidiano abbia un impatto rilevante. È proprio qui che la community green software può fare la differenza: rendere visibile e misurabile l’impatto del software è il primo passo per trasformare la consapevolezza in azione.

Come scrive uno degli sviluppatori intervistati: “Gli sviluppatori non vedono l’impatto energetico e ambientale del proprio lavoro, perché i livelli di astrazione lo nascondono completamente. È un tema che merita molta più attenzione.”

⚠️ Nota metodologica doverosa: il campione è non probabilistico (utenti GitHub USA iscritti alle comunicazioni marketing), quindi i risultati non sono generalizzabili a tutti gli sviluppatori. Anche i confronti con la popolazione generale USA vanno presi con cautela, come sottolineano gli stessi autori.


Se questo pensiero ti ha smosso qualcosa, scrivilo nei commenti: le voci servono, anche quelle in disaccordo.

Grazie di aver letto sin qui.


Il futuro digitale non arriva da solo. In buona parte lo programmiamo noi.

Chiara Corrado, co-founder di Green Software Italia

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